giovedì 15 novembre 2012

IL VINO FA CANTARE


Stavamo passeggiando per il centro, io e l’Aurora, tra gli olivi in piazza del Duomo e soprattutto tra le vetrine di via della Vigna. Guardare ma non toccare.
-Sabri perché non restiamo a cena fuori anziché tornare a casa?
Domanda inutile, sa perfettamente che per un ristoratore non c’è gioia più grande di quella di sedersi al tavolo di un ristorante altrui.
-Ok si va da Pane e Olio.
Avrei voglia di bollicine e in carta hanno un bel Abate Nero, che ho conosciuto in una delle degustazioni che ogni tanto organizzo per la Coop.
-È buono sabri?
-Si direi di si; ora non ti aspettare un Crystal ma è un ottimo trento spumante..
L’aurora tace per un po’, non ha colto la battuta;  mi sa che l’unico Crystal che conosce si chiama Billy e fa l’attore. E infatti
-poi però non ti mettere a guaire come Meg Ryan al ristorante in Harry ti presento Sally- e poi aggiunge- io dico che se incontro uno che mi fa fare quei versi lo sposo in quattro balletti.
-Ora considerando che in trenta anni manco l’ombra, applicando le regole del calcolo delle probabilità classico, che come tu sai si riferisce ai casi possibili che un evento avvenga..
-Ok ok- mi interrompe bruscamente,- è meglio cambiare vino, questo Abate Nero mi ha già fatto innervosire.. dai prendi quell’altro che avevi visto quell’Arnese lì del Piemonte
Per l’esattezza è un roero Arneis del 2011, dell’az. Agr. Valfaccenda situata sulle colline intorno a Canale. Ecco un esempio di come si può bere bene al ristorante con 16€, a patto di non fissarsi sull’etichetta, diciamo migliorabile. Freschezza e sapidità le sue doti di spicco, un profumo grazioso e composito che in realtà non mi aspettavo (devo dire che ero partita un po’ prevenuta), insomma un prodotto estremamente bevibile: io e l’Aurora (e la bottiglia vuota) possiamo confermarlo.
-stavo dicendo a proposito delle probabilità di acchiappare quello che ti fa urlare- e mi interrompe di nuovo
-tu stai zitta, l’ultimo squinternato che ti eri rimorchiata, la prima cosa che ti ha chiesto è stata se sapevi fare il lesso rifatto con le cipolle!
-quello cercava una moglie, sennò come ti spieghi un tale interesse per il lesso?
-io dico che semplicemente era già bollito lui
-un bollito senza salsa e come vedi me ne sono tenuta alla larga..e con un discreto successo direi.
-questi successi ormai sono la tua specialità: sei una vera campionessa nel salto al largo del maschio.
Continuo a mangiare le mie seppie con spinacini ma d’un tratto mi paiono più dure da ingoiare.
-Toh beviti un altro po’ di questo Arnese (riferendosi all’Arneis)
e come ogni buon vino lui fa quel che deve fare: ci rende allegre e un po’ brille tanto che mentre camminiamo per smaltirne l’effetto l’Aurora attacca una canzoncina stupida: “ci son due cocchebrille ed un orango tango, due giovani pulzelle e l’aquila reale..”
io la seguo d’istinto e grazie al vino che ci fa cantare ci scordiamo dell’agognato superman che ci farà urlare.

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