Da dietro il bancone li osservo. Osservare le persone fa parte del mio lavoro, nella ricerca dell'approccio migliore col cliente a tavola, ma a volte lo ammetto, la mia osservazione travalica le ragioni professionali e sfocia in pura ficcanaseria. Come in questo caso.
Lui ha prenotato un tavolo per due ed è arrivato da solo con una decina di minuti di anticipo. Jeans Armani, maglioncino celeste di Ralph Lauren, scarpette sportive. Ha tutto tranne il fascino. Non è brutto, è più un elefante in tutù. Non ha ordinato nulla nell'attesa dell'altra persona, e ha finto una calma che trasudava ansia da ogni centimetro dei costosi capi indossati. Il classico primo appuntamento. Lei è arrivata e mannaggia a me mi sono persa il primo saluto, stavo servendo un altro tavolo. Comunque adesso sono seduti da un po' e stanno mangiando e io li osservo da dietro in modo abbastanza indiscreto.
Hanno scelto (lui) del vino bianco, dopo qualche teatrino di lui, che lo voleva minerale ma non troppo, per cui rifiuta la mia prima proposta e accetta con qualche riserva la seconda, una malvasia di Lipari, abbastanza sapida e piuttosto ricca al naso. Mangiano alla moviola e bevono alla velocità di un bradipo zoppo, forse perché lui non smette di parlare un secondo. Parla e gesticola, una sorta di lingua dei segni, che capisco pure io che sto dietro di loro ad almeno 5 metri di distanza. Eppure lei mica è sordomuta, mi ha pure ringraziato per il vino!
Ce la mette tutta a comunicare con la voce, gli occhi e soprattutto le mani, insomma si adopra a manetta per fare colpo sula bionda inglese, che a differenza di lui è semi imbalsamata nella solita posizione da quasi un'ora con la giacca sfilata e appoggiata sulle spalle, una passata blu di raso a tenerle indietro i capelli lisci.
Ma il destino a volte si accanisce sui più fragili. Accanto a loro è seduta una famigliola sudamericana con un infante che ha scoperto le gioie del secchiello del ghiaccio in cui alberga la bottiglia che i genitori hanno ordinato. Il pupo non da tregua, il primo schizzo di acqua e ghiaccio l'ha gasato a dismisura e ora muove la glacette con entrambe le mani, creando onde da tsunami che escono dal secchiello, mentre schiamazza felice. Come se non bastasse all'altro lato del tavolo si sono sedute due francesi ed entrambe stanno fumando. L'uomo che voleva rimorchiare la bionda è praticamente circondato da insidie.
Lui si affanna a creare la sua safe zone, finge che nulla accada intorno a lui, lui e lei sono come in una bolla, immuni al fumo passivo. Basta crederci. Neanche il secchiello del ghiaccio rovesciato dal bambino indemoniato lo scalfisce, nemmeno si gira a vedere l'onda anomala provocata sul pavimento del dehor; lui ha alzato il suo MOSE anti cubetti di ghiaccio che cadono come missili balistici vicino ai suoi piedi. Lui è nella sua bolla ed ha una missione: rimorchiare la bionda.
Dietro il banco è già partito il totoscommesse col mio collega: ce la farà?
Non ce la farà. Entrambi lo diamo perdente.
La famigliola se ne va e la situazione si fa più tranquilla, ma lui ormai è lanciato nella sua mimica. Vedo che con le mani le fa cenno di andare verso il basso, poi di girare a sinistra e poi punta le mani come per andare dritto. Penso che gli stia spiegando la strada per andare in bagno e rido. Ma lei si alza, entra nel locale e si dirige verso la toilette... ahahahaha quanto sono prevedibili gli uomini!
Lui nel frattempo salda il conto e poi se ne vanno. Non mano nella mano e neanche a braccetto; camminano di fianco verso il fondo della strada. Forse una volta raggiunto l'angolo prenderanno due direzioni diverse. O forse no. In tal caso i perdenti saremmo io e il mio collega con le nostre sciocche scommesse.

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