mercoledì 6 agosto 2014

PROGETTI DI CUCINA E DAIQUIRI








In quanto donna e ristoratrice la cucina è l'ambiente di casa più importante, il più vissuto. Sebbene, come più volte ho detto e scritto, mi capiti raramente di cucinare a casa quando il ristorante è chiuso, a me piace pensare di poterlo fare se mai un giorno ne avessi voglia. E mi piace pensare di essere attrezzata per un ovino affrittellato, o un riso bollito in caso di malattia, così come per un semplice croque en bouche o un'anatra alla pechinese.
Le dimensioni lillipuziane della mia casa mi obbligano ad una cucina da puffo che sia allo stesso tempo cucina appunto, soggiorno e anche un po' salotto. Il tutto dovrebbe teoricamente risultare accogliente e anche pratico.O mi rivolgo a Mary Poppins o trovo qualcuno con l'idea dello spazio molto creativa, capace di far entrare il culo della Lopez in un portagioie, insomma un architetto. In alternativa c'è sempre l'IKEA.
La fortuna vera sta nell'avere amici architetti. Architetti speciali che progettano a suon di Daiquiri: per l'esattezza Sangria Daiquiri, ricetta da loro stessi messa a punto che prevede l'utilizzo di pesca, zucchero di canna, vino rosso e rum bianco, il tutto frullato col minipimer. Geni.
L'amicizia si dimostra anche nell'accettare un compenso, erogato nel tempo sotto forma di bistecche e fritto. Altrimenti mi sarei rivolta agli impiegati dell'IKEA.
Con la scusa di una cena sull'aia porto le piantine della cucina per chiedere giusto due consigli tra una chiacchiera e l'altra. Non faccio in tempo a mostrare i miei fogli con le misure prese meticolosamente a mano, che mi hanno già arredato la stanza, tirato su pareti che non esistevano e mi han fatto pure sparire la scala a vista.
Provo a dire qualcosa ma nemmeno mi sentono: sono entrati in loop col frigorifero, o forse col Daiquiri. La loro idea dello spazio mi sconcerta: nella casa in miniatura ci inseriscono addirittura due divani da 3 posti e un tavolo da 8 persone. 
Poi la domanda: -da quanti pollici lo vuoi il televisore?
-perchè mi entra?- chiedo incredula
-questa zona è libera, si è creato un corridoio, assolutamente inaccettabile, dobbiamo riempirla.
-ma potrebbe servirmi che so, per aprire l'asse da stiro
si girano con aria di sdegno: -l'asse da stiro? ...sfigata!
Ammutolisco, mi ritiro dietro la caraffa del Sangria Daiquiri fingendo indifferenza.
Quindi riprendo di soppiatto uno dei fogli con le misure degli impianti e inizio a segnare puntini neri sulle pareti: "attacco per gelatiera"," presa elettrica per impianto sottovuoto", "abbattitore", "mensola per termosigillatrice". Infine barro la parola antibagno e sostituisco con la dicitura più appropriata: locale affumicatura.
Ce la faranno, sento che ce la faranno..

Grazie a Mira e Nik, superlativi e geniali

immagine dell'arch. G. Marchetti, tratta da www.awn.it

2 commenti:

  1. Ahaha, come ti capisco! Faccio così anch'io con i miei clienti...

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  2. nooo MecStef anche tu?
    mi avresti messo anche una targa per tirare dai 50 mt ?
    ;-)

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