sabato 21 marzo 2026

Breve storia triste durata il tempo di due ostriche



Le ostriche sono andate, boia che fatica.

Io detesto le ostriche. Ma questo non è socialmente accettato.

“Ma come non mangi le ostriche?”

“Ma stai scherzando vero?”

“Ma sono il top del crudo!” Vagli a spiegare che non simpatizzo neanche tanto col pesce crudo..

Provo timidamente a accennare che non sono proprio il mio piatto preferito, adduco anche motivazioni specifiche oltre al gusto, tipo un vago affetto per loro, poiché le ho allevate per anni nei miei progetti di ricerca all’università, quindi le ho viste piccole, sai com’è, minuscoli bivalvi crescono. Parole che non sortiscono effetto alcuno. Un po’ come la storia del non mangio coniglio perché ne ho uno nella gabbietta a soffrire da solo. Soffre meno se te lo magni..

“Dai allora prendine un paio sole, il resto lo mangio io” dice lui tutto tronfio e convinto di essere figo a ordinare il plateau di ostriche sul ghiaccio

“Mi sa che non ci siamo capiti”, è la mia risposta educata che sostituisce un più veritiero “allora sei scemo o ci fai?” e ordino delle acciughe marinate.

Dopo che il cameriere ci ha servito lui depone nel mio piatto due ostriche. Ma lo fa in buona fede, vuole condividere con me ciò che ritiene una prelibatezza. È scemo ma generoso.

Odio fare la schizzinosa a tavola e accetto mio malgrado. E mi ritrovo davanti due bestie di cui non ricordo la varietà. Io le guardo con circospezione e loro mi guardano pure peggio. Prendo la prima, sospirone, apro la bocca succhio e ingoio.  Di fretta cercando di pensare a una cosa bellissima tipo lo spaghettino alle arselle che si mangia il tizio del tavolo accanto. E la prima è andata; ma ne resta ancora un’altra. Lui invece è contento se le gusta soddisfatto senza neanche immaginare il mio conflitto interiore, silenzioso e vomitevole.

Non ci può essere una storia d’amore con una persona che ha dei gusti totalmente incompatibili con i tuoi, ora ne ho la certezza. Mi ci sono volute ben due ostriche e un babbeo per capirlo!

"Vedi che poi ti piacciono? Lo sapevo.." strizza l'occhio con aria sorniona che mi fa scattare l'odio ovarico, ma non gli darò la soddisfazione di mettermi in crisi, quindi decido di affrontare anche la seconda ostrica.

E inizio la mia recita. Prendo l’altra ostrica con la mano e alzo anche il mignolo con fare lezioso, guardo lui, sfodero un mega sorriso sociale (si legga falso) e succhio pure la seconda bestia. Un sorso di Mar Morto scende nella gola, ingoio quell’acqua salata ripugnante, ma lei no, l’ostrica resta in bocca. Con la lingua la sposto da una parte della bocca e la tengo lì. Bevo un sorso di vino per rafforzare la pantomima e non appena il suo sguardo mira altrove, faccio per pulirmi la bocca e taaac sputo l’ostrica nel tovagliolo. Come farebbe un bambino che sputa il boccone che non gli piace. E finalmente mi dedico alle mie acciughe e mi guardo bene dal condividerle con lui.  Non condividerò nient'altro che la prossima mezz'ora con lui. Quel che basta per finire il pasto.

Epilogo

Le ostriche si mangiano sempre in numero dispari. Mi dicono le amiche. Quindi ne bastava una, fottiti.

Le amiche aggiungono anche che neppure io gli sono piaciuta e me l'ha detto con le ostriche. "Sabri pensa se te lo diceva con le cozze!!". Ognuno ha le amiche che si merita.


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