sabato 19 novembre 2016

A PONTASSIEVE SI MANGIA DA DIECI!


“Come un tu’ conosci i’ Tilli? Un tu sei mai stata a mangiare tutte quelle robine che fa Edoardo?” Mi guarda sorpreso
“No mannaggia!” –questa sono io, l’altro è Stefano Frassineti,  l’oste culto di Pontassieve e dintorni
“Allora bisogna andacci..”
Detto fatto. Via verso Podere Belvedere.
Il posto è molto bello, la casa rosa tra gli olivi che si affaccia sulla valle della Rufina, l’aia in pietra; niente piscine blu oltremare, né percorsi spa e altri inutilismi del genere in mezzo alla campagna bella. Vuoi una settimana detox, in pax, sanax, in relax? Non chiedere bagni di fieno greco dorico, falciato direttamente da Fidia o massaggi all’olio essenziale di resina grezza mummificata di Cajeput, ma fatti una passeggiata sul sentiero delle burraie, sali fino al Monte Giovi e riscendi per la valle dell’Inferno. Respira, cammina, osserva il bosco, il prato, la pietra paesina.
Poi siediti sulla sedia impagliata della cucina di Edoardo e sparati un panino al lampredotto e aria di prezzemolo e aglio, a seguire un altro con bardiccio, miele millefiori e cipolla e se vuoi concludi con un sandwich al prosciutto d’anatra e maionese di aglio nero. Total fit and rehab.

Podere Belvedere è un agriturismo con tutti i gli animali del caso, solo che non sono gli animali quelli normali in un’aia. Ci sono due gatti, ma sono senza pelo, gatti nudi che dormono sul radiatore,  perché giustamente d’inverno sulle colline della Rufina gli fa freddo. C’è anche il cane. No, ma quale cane da guardia, pastore tedesco o maremmano che sia. È una bassottina con la pancetta figlia di una dieta toscana di sostanza, che fa compagnia agli ospiti della sala. Silenziosa, nemmeno la senti, si piazza sotto il tavolo, buona, fa finta di non interessarsi alla conversazione, ma come sente la forchetta che batte sul piatto drizza l’orecchio, fosse mai che cadesse un raviolo con ripieno liquido al tartufo.
Poi ovviamente ci sono le galline, sennò che agriturismo sarebbe? Ma non bisogna cercare il classico pollo livornese, dal Tilli ci sono le galline moroseta con la pelle e le ossa nere, cinque dita invece di quattro e pettinate come punkabbestia.
Dice Edoardo che c'è anche il maiale, io però quello l ho visto solo in tavola, una sorta di maiale in porchetta, cotto a bassa temperatura, ma che tanto mi ha ricordato l'arista di una volta, saporita e potente di aglio e rosmarino, quella che almeno tre fette poi se ne ragiona.

Podere Belvedere

In questa stranalandia agricola pensi forse di trovare la ribollita e la casalinghitudine dei piatti di un agriturismo?
Ahahah! Ciao carciofi fritti, avanti crocchetta di fegato d’oca, riesling e sherry. Crostino toscano? Aspetta assaggia questa polenta al mandarino con cuore di vin santo e una colata di sugo di fegatini e fiorellini di lillà.
E pasteggi con vino francese se vuoi, tanti buoni champagne sconosciuti, che mi valgono la domanda: “chi li distribuisce?” Dal distributore, almeno qui da noi, ci si fa benzina, mentre per lo champagne abbiamo un dispaccio-spacciatore: Emanuele Nenci, il trippaio delle Sieci, altra istituzione del comune di Pontassieve denominata A Pancia Piena.
Insomma sono qui col Frassineti, l’oste-storia di Pontassieve, alla tavola del giovane Edoardo, chef rivelazione di Pontassieve (potevo anche dire astro nascente, brillante talento, nuova stella nel panorama gastronomico e altre originalità del caso) e bevo gli champagne del trippaio delle Sieci. Questo si che è fare squadra, anzi fare quadra attorno a un tavolo di legno massello di castagno.
Oggi a pranzo la Val di Sieve mi è sembrata un luogo meno sfigato. Ci puoi trovare il cibo della sostanza, quello dell'estro e il cibo del lavoro, quello in piedi da strada. Vini buoni locali e pure l'acqua di Reims. O cosa volere di più?
la fine dei lavori sull'Aretina e due treni puntuali

Podere Belvedere
via San Piero a Strada 23, Pontassive
333 179 2224
https://www.facebook.com/poderebelvedere/

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