Il tempo passa, le amicizie belle per fortuna restano.
Ho scritto molto delle serate con le amiche e sì, sono sempre loro, ma qualche anno dopo. Praticamente il tempo che ci è voluto per fissare una data che andasse bene a tutte.
Ora che siamo qui, ricordiamo gli anni e le situazioni buffe in cui ci siamo trovate, quello che ci faceva ridere, per cosa ci saremmo strappate i capelli o le mutande, a seconda della situazione. E non posso fare a meno di notare il nostro cambiamento.
Ma cominciamo dall'inizio. Mi preparo per tempo e scendo in città. Parcheggio come al solito a distanza di sicurezza dal centro, dai viali, dal caos primordiale che regna a Firenze e poi mi sposto con la mia bici, ne ho una di quelle pieghevoli che si tengono nel bagagliaio. Indosso una gonna lunga plissé, per coprire quelle ciccette che sono sopraggiunte nell'ultimo anno, che non si sono accumulate in quarant'anni di onorati eccessi, ma soltanto ora, che bevo meno e mangio ad orari regolari. E mi muovo in bici.
Bastano solo due pedalate e la ruota non gira più e per poco non vado in terra. Barcollo ma evito la caduta. Che diamine succede? La gonna svolazzante si è incastrata nella catena e sono un tutt'uno con la bici, l'orlo a piega doppia è solidale con le corone dentate del cambio. Se faccio un passo o mi cala la gonna o la strappo. "Calma Sabri, respira e bestemmia".
Opto per uno strappo alla gonna anziché rimanere in braghe all'aria, voi cosa avreste scelto?
Arrivo all'appuntamento un po' in ritardo, come al solito del resto. All'epoca mi avevano soprannominata la ri-tardona proprio per questo, e se un tempo era aggettivo prematuro, oggi mi si addice alla perfezione.
"Dai Sabri veloce facciamoci un selfie finché siamo ancora in grado!" - dice l'Aurora, ma alla nostra età ha più l'aria di uno scatto di anzianità.
Ci sediamo, e il cameriere ci lascia dei menù molto carini e colorati che si aprono a fisarmonica. La Sandra con le braccia avvicina e allontana il menu aperto: "Sandra tutto bene?"
"Si si, è che con le lenti non ci vedo nulla.."
"ah utili!" - risponde la Marta che da tre ore rovista nella borsa per trovare l'altro paio di occhiali.
"Si ma c'ho l'aiutino" - risponde vispa- e accende la torcia del cellulare per fare luce sulla lista dei cocktail scritti in minuscolo minore. A me non va certo meglio, strizzo gli occhi per mettere a fuoco e mi saranno venuti 6438 microictus nel cercare di decifrare gli ingredienti del Semel Fusion.
La Marta ordina un cocktail analcolico arrecando sgomento e disappunto all'intero tavolo. E' appena rientrata da un viaggio di lavoro, molto proficuo, ma che ha messo a dura prova il suo intestino. Da una settimana di successo a una sul cesso è un attimo.
Secondo me al secondo giro rinsavisce e va di Martini. Oggi festeggiamo non solo la nostra réunion e la carriera di successo della Marta, ma anche che la Sandra è tornata con il suo ex dopo un lungo periodo di pausa. E' felice, sembra che ci volesse uno stop per chiarirsi e capire l'amore, dove e come.
Hanno iniziato a rivedersi già intorno a Natale scorso e lui si era presentato con una bellissima stella di Natale, che incredibilmente, ci dice la Sandra, è sempre viva e lotta tra noi. "Ma voi sapete come si trattano queste piante?"
Il silenzio cala. L'unica cosa su cui tutte conveniamo è che sono programmate per morire il giorno dopo la Befana, quindi una stella viva a maggio è praticamente roba da guinness.
Sandra ha letto on line che vogliono la luce e quindi la mattina la sposta in salotto e la sera la trasloca in cucina. Tutti i giorni. Non le ho chiesto se la routine vale anche nei giorni di pioggia. "Eh mi ci sono affezionata...alla stella intendo", prevenendo i nostri sfottò garantiti.
"E' perché non combinate, sennò col cavolo che tu staresti dietro alla stella" è il commento secco della Marta che rincara: "Ora che ci penso nessun uomo mi ha mai regalato una stella di Natale. Mi ritengo fortunata a questo punto. Sennò lo sai che lavoro, mettila qui, mettila là.."
Il ragionamento non fa una piega. "Ma scusa e le vostre notti turbolente che fine hanno fatto? E quei completini di pizzo che ti regalava non li metti più?"
"Hanno fatto un upgrade, ora le regala i calzettoni autoreggenti da sfoggiare con le ciabatte ortopediche", mi scappa la battuta pensando ai tacchi che non indosso da tempo immemore.
Ridiamo di cuore, noi, le amiche che il venerdì si spaccava il mondo e ora nel fine settimana gli unici programmi che abbiamo in mente sono quelli della lavatrice!
Siamo belle, siamo sfatte dal lavoro, siamo stanche, ma siamo sempre noi, consapevoli della nostra sorellanza anche senza dirci Ehy Sista. Consapevoli che nella vita ci sono giorni difficili e giorni facili.
"Ma la maggior parte sono giorni difficili" se la ride l'Aurora. Per questo esiste il gin.
Ma oggi no. Oggi è un giorno bellissimo e siamo solo al primo Martini. Al secondo sarà ancora meglio.


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