lunedì 17 dicembre 2012

CIBI PATRIMONIO DELL’UNESCO


“La pasta d’acciughe Balena andrebbe candidata come patrimonio dell’umanità”. Così inizia il divertente ricettario di Elena Loewenthal, Il mio piatto forte, ovvero la cucina ai tempi di Facebook, edizioni Einaudi.
Divertente a patto di non soffermarsi su un paio di ricette tra cui la pappa al pomodoro che, durante la cottura, come suggerisce l’autrice al fine di ottenere un effetto più raffinato, conviene passare al frullatore a immersione (prego?).
Tecnicamente turbodisintegrare col minipimer la pappa al pomodoro non la rende inedibile: infatti se si sfoglia il libro dei Guinness World Records ci si rende conto che si possono mangiare biciclette, ingoiare tratti di rotaia, apprezzare la croccantezza di una blatta orientalis. Semplicemente l’omogeneizzato di pappa al pomodoro non è la pappa al pomodoro toscana e per di più è una cosa infame, cioè la fame la fa passare. La ricetta è a pagina 97: nessun problema, voi saltate direttamente da pag 96 a pag 98 e proseguite sereni la vostra lettura..
Mi scuso per la digressione sulla pappa, in realtà volevo parlare di altro. Se la pasta di acciughe per la sua versatilità risulta essere un ingrediente strepitoso, pensavo a quali altri ingredienti possono candidarsi insieme al lei per l’ambito riconoscimento UNESCO.
Di sicuro la scorza di limone, di sicuro la noce moscata e altrettanto sicuramente l’olio extra vergine di oliva.
Altri candidati?

giovedì 13 dicembre 2012

IN VINO VARIETAS


“In Vino Varietas”, questo il titolo dello spettacolo con il quale mercoledì scorso l’AIS Delegazione di Firenze ha debuttato a teatro.
Il sipario si apre con un brano della Cavalleria Rusticana, in cui il venerato Delegato veste i panni di compare Turiddu. Ed è nota a tutti la triste fine che lo attende. “Se alla prima scena fanno fuori il temibile Delegato..beh si comincia bene!” mi vien da pensare..
Ma è il vino il vero protagonista degli sketch che seguono, altamente autoironici, un po’ come a voler dire “in barba a tutti quelli che pensano che i sommelier siano solo degli spocchiosi sofisticati, che si prendono troppo sul serio”.
E si ride, si ride di gusto, complici i buffi travestimenti e le interpretazioni “magistrali” degli anziani, pardon, i veterani della delegazione che fanno i cenci alle nuove e giovani leve.

Esilerante la scena dal titolo Svinitaly: i grandi vini della toscana dialogano prima di andare a cena e Bruno l’ilcinese, impeccabile per eleganza e austerità, sfodera un linguaggio forbito interrotto da frequenti intercalari “maremma impestata di merlot!”. Perde poi irrimediabilmente il suo aplomb per correre dietro a una giovane bianca vergine dell’Empolese (si sa,  il mondo va così.. anche a Montalcino) tra gli sguardi di disapprovo di Verna e Santino, altri due noti vini toscani: o provate a indovinare quali?
E all’insidiosa domanda di Vinosfuso: “senti Bruno ma chi è meglio tra te e Barolo?”, Brunellino con falsa modestia dice di essere lui il migliore, perché “io almeno un mi so’ mai chinato” (a 90° s’intende!).
Il sipario si chiude con La Traviata e gli attori che si abbandonano al valzer cantando e brindando insieme al pubblico:
Libiamo libiamo ne’ lieti calici
Che  la belleza infiora
E la fuggevol fuggevol ora
S’inebrii a voluttà
Libiamo ne' dolci fremiti
che suscita l'amore,
poiché quell'occhio al core onnipotente va
Libiamo, amore fra i calici
più caldi baci avrà.

lunedì 10 dicembre 2012

MASSIMO BOTTURA: LA PUREZZA DEL SAPORE

Eataly Roma. Serata conclusiva del ciclo di incontri “Il romanzo popolare dell’alta cucina italiana”.
I grandi interpreti della gastronomia italiana degli ultimi cinquanta anni raccontano le loro esperienze, in un viaggio che è partito da Mirella Cantarelli e si è concluso con il più grande: “un italiano in vetta al mondo, la tradizione che diventa emozione": è la volta di Massimo Bottura.
Io e la mia degna compagna di trasferte gourmet Stefania Pianigiani siamo lì in pole position.
A occhi chiusi ci lasciamo  condurre in un viaggio lungo il Po, dall’Adriatico a Modena: in un cucchiaio ci sono l’Emilia e la Romagna, c’è il sale di Cervia, lo scalogno di Romagna, il porro, i tartufi dei colli modenesi, i funghi. Sta tutto lì dentro quel piccolo boccone, che esplode in bocca scandendo i sapori nitidi uno a uno in magistrale equilibrio. È il sapore della terra, del bosco e del mare e un omaggio a coloro che in quella terra hanno le radici.
A seguire la potenza della tradizione che si esprime in un risotto cacio e pepe, omaggio dello chef a uno dei piatti simbolo di Roma che stasera lo ospita. Vialone nano, cotto in acqua di parmigiano, separata dalla sua parte proteica e poi da quella grassa, ovvero il “Fiore di Parmigiano” con il quale si realizza la mantecatura. A completare una spruzzata di acqua di pepe, frutto della distillazione di sei pepi diversi. Direzione Umami. Perché questo risotto non ha note di grasso, non è dolce né salato, non è amaro né acido: è semplicemente saporito. E cosa c’è di più vicino all’ umami se non il Parmigiano Reggiano? Ed ecco che per il risotto si utilizza non un semplice brodo ma un vero e proprio dashi emiliano (passatemi il termine), in cui il Parmigiano fa le veci di alghe kombu e katsuobushi. Risultato: la purezza del sapore.
È stata la seconda volta per il mio palato. E la prima fu all’Osteria Francescana.

mercoledì 5 dicembre 2012

NONNE FAMELICHE

Sala gremita di vecchiette in gita domenicale. Hanno prenotato un intero pullman per venire a trovare il loro ex parroco, che adesso si occupa della Pieve di Doccia e di alcuni paesini limitrofi.
Al momento della prenotazione si stabilisce un menu e l’organizzatrice si raccomanda che sia leggero e non esagerato nelle quantità: “sa, siamo tutti anziani!”
Le una in punto; dal pullman scende una processione di nonne in scarpa ginnica bianco latte, alcune munite di bastone, altre in giacca a vento dai colori sgargianti.
Prima di sedersi a tavola tutte in coda per il bagno, ci vorrebbe il numerino come dal pizzicagnolo onde evitare scene del tipo : “c’ero prima io!” oppure “venvia fammi passare che un la reggo più..”
Qualcuna distratta (o forse furbetta?) entra nella dispensa chiedendo “è questo il bagno?”
No signora non me la faccia nella cella frigo per carità..
Finalmente tutte a sedere, hanno fame e il prete decide di posticipare il discorso di benvenuto: le signore vogliono mangiare mica discorsi!
Iniziano le danze: i crostini, i salumi, le tagliatelle, i ravioli, l’arrosto, le patate al forno, le rape saltate, la torta al caffè. Altro che club della terza età, questo è più un football club dopo il big match.
Condivido l’evento delle nonne/rugbiste su facebook e qualcuno mi mette in guardia: occhio che ti sfasciano il locale con una mega rissa.
Il rischio c’è: si lanciano sui vassoi con forchette minacciose, si litigano il fegatello, mi richiedono i ravioli ai carciofi: “lei ne ha presi 5 e io solo 3”; “a me non sono toccati i crostini coi porri..”. Qualcuna si lamenta “ah ci sono solo due primi? Perché un s’è scelto i’ trittico?”
Un'altra con capello grigio-celeste: “oh pallina ascolta (pallina sarei io): icchè l’è faraona questa? Assunta che lo vuoi un pezzo anche te?”,
 “ovvia giù dammelo, unn’ho preso nemmeno i’ tè stamani..”
Dopo il caffè pimpanti e fresche come rose si apprestano a risalire sul bus: le attende una visita al presepe e a seguire l’ora di meditazione; “oh Gina tanto dopo i canti e ce lo faranno un rinfreschino..”

mercoledì 28 novembre 2012

CUCINA INTERNAZIONALE


Estratto di una conversazione qualunque nella cucina del ristorante.
Siccome ho comprato alcuni piatti nuovi all’Ikea,  mia mamma è tutta esaltata: “guarda come risalta l’osso buco col cavolo nero su questo piatto colorato. Eh questi americani son proprio bravi..”
-Mamma l’Ikea è svedese..
e la vedo che si sofferma pensierosa sull’ubicazione della Svezia. Operazione che richiede parecchi secondi: c’è tutto l’oceano Atlantico da attraversare.
-Ah vicino al Polo Nord, da dove parte babbo natale?
-più o meno giù di lì, dove ci son le renne, le slitte, i mercatini di Natale..-
-anche alla Consuma fanno il mercatino natalizio..
(..) 
Poi si rivolge al nostro mitico lavapiatti di origine cingalese (che ho già presentato qui): -Senti Chris ma come si dice rosticciana in giapponese?
-Io non sai, io sono di Sri Lanka..- risponde sorridendo con i denti bianchissimi che gli risaltano sulla carnagione scura
-e per di più non mangia maiale, mamma ma cosa gli vai a chiedere?
Meglio buttarla sulle costine di maiale perché con mia mamma la geografia è tempo perso; ricordo la volta in cui chiese al fornitore di stoviglie l’indirizzo per andare a Bavaria perché si voleva comprare un bel servizio di porcellana..
E mentre pulisce i carciofi riprende la conversazione rivolgendosi a Chris: -ah io l’ultima volta ho mangiato così male al ristorante cinese, e da allora non ci sono più tornata –
Visto che col Giappone gli è andata male ci riprova con la Cina, che si sa è tanto grande che magari da qualche parte c’è pure lo Sci Lanka, come lo chiama lei..
Chris inizia a ridere a crepapelle e mi rivela a bassa voce: -io mai stato a Cina, però non dire a tua mamma..
(continua..)

lunedì 26 novembre 2012

I VINI DEL PIEMONTE

Martedì 27 novembre alle ore 21 presso i locali della sezione soci Coop di via Vittorio Emanuele appuntamento coi vini del Piemonte. Degustazione guidata da Simone Pratesi e dalla sottoscritta. Ai vini saranno abbinate alcune preparazioni   a cura del Ristorante  
 IL MACCHERONE.
Costo della serata 20€. Parte del ricavato andrà al Cuore si Scioglie.
Prenotazioni al 0554376343
Questi i vini della serata:

Vigneti Massa, Timorasso Derthona DOC 2010
Burlotto, Verduno Pelaverga DOC 2011
Carussin, “Lia Vì” Barbera d’Asti DOCG 2011
Conterno Fantino, Dolcetto d’Alba Bricco Bastia 2011
Fontanabianca, Nebbiolo Langhe DOC 2009

Carussin, “Filari Corti” Moscato frizzante


e chi manca è un astemiooo!!

giovedì 22 novembre 2012

LA CENA VIOLA

Sciarpe tese, bandierine posizionate, trombette da stadio: è tutto pronto per l’esercito di tifosi d’ogni genere e sorta che tra poche ore sbarcherà sull’ebbro colle di Doccia.
Sta per avere inizio la Cena Viola, che suona un po’ della serie: festeggiamo ora che siamo nelle zone alte che tra qualche mese chi lo sa..
Mettere a punto un menu dedicato alla rosa dei calciatori gigliati non è stata cosa facile, visto che il mio interesse per il calcio è più o meno simile a quello che può provare un elefante nei confronti dell’ origami.
Alla fine credo sia uscito qualcosa di simpatico, che mio fratello, ultrà dalla nascita ha corretto da strafalcioni tipo: “sabri Camporella non esiste, si chiama Omar Camporese..” oppure: “scusa sabri vorrai dire Haris Seferovic, perché Milosevic non mi pareva esattamente un calciatore..” e per concludere “Sabri ma due fili di fieno e paglia alla Roncaglia?” e io: "non conosco la ricetta, come sarebbe questo sugo?”

Menu

In attacco Crostino Caldovetic
Centrocampo o centrotavola: Tagliatelle di collina e Montella
TortellToni orto e Camporese
Piatto della Punta: Arrostovjic al forno
Dolce Cuadrado e Giulio Migliaccio

mercoledì 21 novembre 2012

DECRETATO IL VINCITORE!!

Assolutamente divertente la serata trascorsa ai fornelli a preparare le ricette finaliste del concorso indetto da Edile think.
Queste le ricette con tanto di vino in abbinamento:
- polpettine di piselli vegane su crema di riso: chiara ispirazione ai risi e bisi. Veltliner 2010 Manni Nossing, Alto Adige DOC
- polpette di ceci crema di yogurt ed erbe aromatiche, insalatina fresca e cumino. Malvasia 2011 Renzo Sgubin, Friuli Isonzo DOC
- lasagnette di pane carasau, pollo, speck, parmigiano basilico, pomodorini. Verduzzo 2011 I Clivi, Colli Orientali del Friuli
- pasta fagioli e cozze. Chardonnay 2011 Maso Furli, Trentino DOC
- paccheri Maracaibo ai frutti di mare. “Talento “ metodo classico Arunda brut, Alto Adige DOC

La giuria ha votato aspetto/presentazione del piatto, originalità della ricetta, aspetti degustativi come odore, sapore consistenza e
infine l’armonia complessiva del piatto.
Troppo divertente vedere i giurati in una veste seria che mai prima d’ora gli ho visto addosso (per lo meno nelle occasioni in cui si son
seduti in questa sala): visi concentrati, penne che scrivevano, qualcuno che fingeva di scopiazzare dal giurato accanto.
E poi l’incredibile conteggio finale, rifatto più volte, perché ogni volta uscivano numeri diversi, quasi quasi li gioco sulla ruota di Firenze.
L’effetto di quei bei vini iniziava a farsi sentire pesantemente, le dita non rispondevano ai comandi e si improvvisano protagoniste
pigiando numeri diversi sulla tastiera della calcolatrice. Fare le somme a mezzanotte richiedeva di stare molto “addendi”..
E poi ancora un incredibile pareggio: le prime due ricette classificate con lo stesso punteggio!
E vai con la discussione, le argomentazioni a favore dell’una o dell’altra ricetta, la votazione finale per alzata di mano: 5 a 5. Si vota di
nuovo. C’è il sospetto di brogli nello spoglio delle schede..
Alla fine la vincitrice..che però non rivelerò: andate a visitare il sito Edile think!!

venerdì 16 novembre 2012

PREPARATIVI PER IL CONCORSO


Martedì finalmente sarà decretata la ricetta vincitrice del concorso indetto da Edible Think.
Io e lo chef a domicilio Alessio Cona, ci cimenteremo nella realizzazione delle 5 ricette finaliste e una giuria di bocche esperte ne eleggerà una, la regina della serata.
Tutto questo si svolgerà nella cucina de Il Maccherone, che vedrà all’opera per questa sera un cuoco che parrebbe giovane e bello al posto del vecchio Aldino, capello bianco cotonato.
La giuria sarà composta da quattro penne virtuali che scrivono di cucina (tastexperience, viacolvino, honestcooking, chez fabio), mentre un paio di ospiti costituiranno la giuria popolare. In abbinamento vini scelti con la collaborazione del fine conoscitore pratese, nonché palato esigente signor Palmapietro.
Giuria severa nello scandagliare le varie portate e incorruttibile nel giudizio dell’operato dei due cuochi. Dunque buon chef Alessio, niente rum agricolo con la scusa dei paccheri, che se ci si distrae siamo fottuti..

giovedì 8 novembre 2012

ANCHE NOI A DEGUSTIBOOKS

Che fate sabato all’ora di pranzo?
Non prendete impegni e fatevi una giratina per il centro. Poi in tarda mattinata fermatevi all’ex tribunale di piazza San Firenze: inizia il Degustibooks. E noi, dopo la bella esperienza dell'anno scorso ci risiamo!!
Questo il programma ufficiale di sabato 10 novembre:

ore 12 Spazio LUBE

Presentazione del libro Sapori & Saperi. Cibi, ricette e culture del mondo di Anna Casella Paltrinieri con prefazione di Carlo Petrini, Editpress. A colloquio con l’autrice Giuseppe Calabrese. Letture di Chiara Martinelli.
Food Show condotto da Leonardo Romanelli: cucina dal vivo con Sabrina Somigli del ristorante Il Maccherone di Doccia, Pontassieve.
I vini della Casa vinicola Cecchi con Miria Bracali nel Salotto di Leonardo.

Io e la cara amica chef Grazia Acanfora, ci cimenteremo nella realizzazione di ricette che traggono spunto dal libro Sapori & Saperi, presentato in contemporanea.
Ci sarà da divertirsi.
Non mancate!!!