giovedì 29 ottobre 2015

RISTORATRICE INTERDETTA

Al ristorante ho 3 seggioloni, ma oggi ci sono almeno 10 bambini in sala. Gli ultimi dovranno arrangiarsi. In realtà gli ultimi clienti, anch'essi genitori con prole, sono pure scocciati che non ci siano più seggioloni e io mi scuso per questa terribile inefficienza: "sa siamo in una trattoria mica una nursery". Tranquilli l'ho solo pensato, mica gliel'ho detto!!
"Guardate se volete abbiamo un seggiolino di riserva, di quelli che si montano sulla sedia, può andare bene?"
e in un eccesso di zelo mi metto io a sistemarlo sulla sedia. Tiro i lacci forte, poi sempre più forte, ma non arrivano a legarsi, maledizione come si monta questo affare?
Il mio collega da persona affabile e altruista quale è si avvicina: "problemi?"
"secondo te?"
"secondo me la maternità non fa per te" se la ride e se ne va a sparecchiare un tavolo
Ma perchè non l'ho ancora licenziato? 
"scusate ve lo lascio appoggiato così potete sistemarlo come preferite" dico ai clienti per cavarmi dall'impiccio
Il padre si avvicina "non così però. E' montato al contrario"
Tac. Una donna spezzata.  Me ne vado con la coda tra le gambe, non sarò mai una buona madre. Pazienza sarò un'ottima moglie depressa.
Il mio collega non ancora contento rincara: "hai presente il più grande spettacolo dopo il big bang?" canta "Tu e la seggetta per infante"
Giuro che lo mando a casa prima della fine del servizio. Poi risolvo il tutto semplicemente alzando il dito medio della mano destra.
A fine servizio il collega mi saluta "hai un messaggio al computer"
Sulla sedia dietro la scrivania è sistemato il seggiolino celeste con appeso un messaggio:
COSI' CI ARRIVI MEGLIO. TRANQUILLA L'HO GIA' MONTATO IO.

giovedì 22 ottobre 2015

I SOMIGLI A EXPO

il treno 98XXX è in arrivo al binario 1. Allontanarsi dalla linea gialla
"Lisetta stai in qua! E sai la un si sposta mica eh?" 
"babbo calma, digeriamo la brioche per piacere, vai salite su" 
ehehe sembra facile.Tra la mole dei miei vecchietti e il bastone, gli scalini del treno possono essere ostili. Ma loro non vogliono che li aiuti, si arrangiano da soli, ostinati. Più esattamente duri come muli.
Expo ci attende. E noi arriviamo con la giannetta alla mano e le ciabatte della Lisetta nel mio zaino.
Sono emozionati, l'alta velocità, la metro, Milano..insomma vanno in gita con la figlia e non succedeva dagli anni novanta..Passata l'ansia da biglietto, che nei treni moderni non si deve bucare alla macchinetta, anzi nemmeno stampare, "ora fanno tutto con i telefono tascabile" la perla di Aldino per la Lisetta.
"poi lei (cioè io) con quel telefono la impazza, sempre per le mani", poi si gira e vede che le altre 50 persone nella carrozza stanno facendo quello che faccio io: capo chino sul telefono, assorti come in trance e si corregge "tutti impazzati, tutti. mah"
A Expo c'è un fiume di gente, scolaresche a non finire, sono gli ultimi giorni del resto. I miei non sembrano preoccuparsi, "Par d'essere allo stadio!"
"si babbo uguale, davvero"
La Lisetta invece è più pratica e esatta "madonna che casino, che ci si farà a entrare in un padiglione?"
La domanda è pertinente, c'è coda anche per entrare nei padiglioni più brutti. Li porto in Francia e compriamo i dolcetti al burro bretoni, li porto in Brasile (non sulla rete ovviamente!) e prendiamo la manioca fritta, li porto in Cina e non compriamo niente, Aldo si rifiuta, "vaiavaia, mangialo te!"
Poi li porto a mangiare, perchè tutto quel camminare ci ha fatto venire fame. Attraversare il Decumano che è un fiume di gente mica è facile, mi giro e vedo i vecchietti fagocitati dentro una scolaresca coi cappellini rosa. "Dai dentro la scolaresca no!!" urlo
Si staccano dalla fila dei bambini in rosa, e sono risucchiati da un'altro serpentone di ragazzini, stavolta col gilet giallo. Ritonfa.
"mamma mia ho visto più ragazzoli oggi che in tutta la mia vita" commenta disperato il mi babbo
La giornata procede con lentezza e un po zoppicante, ma è una prospettiva di osservazione diversa che mi diverte. Poi il patatrac: perdo un vecchietto all'uscita del padiglione zero. La paura, il terrore: e ora?
"madonnina Sabrina s'perso il babbo, ora un si ritrova mica"
Faccio gli scongiuri, impreco, e mi appello alla madunnina: 
"madonnina madonnina non mi abbandonare,
madonnina madonnina fammelo trovare"
dopo poco mi squilla il cellulare: il mi babbo sta usando il telefono tascabile che lo obblighiamo a tenere in tasca. Credo che sia la prima volta che lo usa. Nel panico ha trovato la lucidità di comporre un numero esatto. "Oh oh e mi son perso!"
"Babbo calmo dove sei?"
"e che ne so sennò un m'ero perso!"
"Babbo alza gli occhi che padiglione vedi?"
"c'è scritto Belgio e di qua c'è i Su..i Sudàn" con l'accento sulla A
"aspettami lì che arrivo. Non ti muovere capito?"
"e te sbrigati che c'ho da andare al gabinetto!!"
pure! corro e rido pensando all'effetto stimolante della paura..
e rido e rido a non finire. Forse sarà la stanchezza. Ma che bella giornata.







venerdì 16 ottobre 2015

BELLA LA GEOGRAFIA!

"l'oceano Indiano, accidenti non era il Pacifico..
Ma tra Singapore e l'Australia c'è l'Oceano Indiano davvero?"
E' sinceramente avvilita. Con questa storia degli oceani ha rimediato un'altra cantonata da manuale.
"Senti non è così importante, navighiamo in un mare di ignoranza, cosa vuoi che sia un oceano piuttosto che un altro"
"la cosa è piuttosto ampia se mi permetti. Sono svariati chilometri"
"senti dimmi piuttosto come è andata la cena"
"tailandese"
"sicura che fosse thai?" magari era giapponese, nella confusione del grande Oceanomare, ci sta che Osaka sia finita nel golfo del Bengala
"si si" risponde convinta "e birra delle Dolomiti"
Però arditi quei due. 
"le Dolomiti, quelle le do per certe geograficamente parlando vero? Sono 10 anni che ti mando cartoline dalla val di Fiemme fino alla val Venosta"
"si certo, lo strudel, i canederli, la vernatsch."
"Esatto. Mangiare e bere sono un ottimo mezzo per imparare la geografia senza annoiarsi.Credo che dovresti mangiare un po' più etnico" le suggerisco, mentre me la rido come una scema
"Ti va un té? Oolong me lo ha consigliato l'erborista per le sue proprietà antiossidanti"
"Sabri ma tu sei inossidabile" e mi butta bacini al vento sapendo di prendermi per il culo
"Qui c'è scritto che viene da Taiwan. Vai con la googlata che cerchiamo di capire dov'è.."  

martedì 13 ottobre 2015

CONIGLIETTE E ALTRI ANIMALI DOMESTICI. LA NOTIZIA DEL GIORNO

Autostrada, piove come dio la manda. Direzione Barberino, per attacco da shopping compulsivo, stadio degenerativo. La Marta è con me. Lei è sempre con me in questi momenti e mi accompagna nel percorso dissipatorio più o meno lungo a seconda delle soste. Si sbottona la giacca e mi mostra la maglietta bianca che reca la scritta fatta col rossetto: "stressed depressed but well dressed". 
E' lei la numero 1 e io devo solo imparare.
Alla radio lo speaker, tra una canzone e l'altra, lancia le notizie del giorno, tra cui l'addio alle conigliette di playboy. Le conigliette nude spariranno dalla nota rivista.
"e quindi sparirà anche playboy" commenta secca la Marta e poi se la ride da sola.
"Certo che la coniglietta ha un indice di gradimento decisamente maggiore rispetto agli altri animali da cortile non trovi?"
"Dici?" onestamente non ci avevo mai pensato. Certo anche io a cosa penso tutto il giorno? E poi non mi faccio queste domande essenziali. 
"Non so ad esempio gallina"
storco il naso. "Roba da polli"
"porca"
"inflazionato. Ormai ne parlano tutti"
"oca"
"l'offerta eccede la domanda"
"vacca"
tossisco. "ehm non è un animale da cortile"
"coniglietta"
"estinta, seppur prolifica e ad alto tasso di gradimento".

Abbiamo pranzato a insalata.

sabato 10 ottobre 2015

PICCOLA RIFLESSIONE A FREDDO

E mentre io stavo a fare lezione di frutta e verdura ai miei pensionati,  là fuori il mondo girava più veloce del solito. Un amico e collega si beccava un pugno in faccia da un signore inculito per un’onta subita via web. A seguire tutto l’esercito dei commenti dei giustamente scandalizzati ai quali poi si sono succeduti  coloro che si sono scandalizzati degli scandalizzati con l’accusa: “bè di che vi scandalizzate?”.
E tutto questo mentre io stavo a far risveglio muscolare della mascella e ginnastica dolce alla mandibola con i miei anziani. Pertanto mi sono scandalizzata solo in ritardo, diciamo che sono rimasta più sbigottita che altro, da quello che sembra un regolamento di conti alla Per un pugno nell'occhio, ma che in realtà è un agguato vero che si conclude con una persona aggredita diretta all'ospedale.
E io a ragionare dei principi di educazione alimentare con i miei amici della terza età in svezzamento. Perché l’educazione è importante fin da piccoli, a cominciare dagli ottuagenari in fasce.
Mi si perdoni l’ironia con cui abbino questo due fatti: l’aggressione e la didattica per gli anziani.

I due eventi, di per se scollegati dimostrano invece che non è mai tardi per imparare. Imparare a chiedere scusa e imparare a ridere di se. La prima per tentare di riparare a cazzottate demenziali, la seconda per tentare di prevenirle.

lunedì 5 ottobre 2015

VOGLIA DI GELATO

Il mio modesto tributo a un linguaggio che non è solo un dialetto, ma è l espressione di uno stile di vita schietto e verace. Che Dio lo salvi.

La Lisetta ha voglia di gelato. Dice che quest’estate non ne ha mangiato punto e si lamenta con Aldo che l’ascolta scocciato. Affermazioni da prendere con le pinze, come quando i coniugi Somigli dicono che il lunedì, col ristorante chiuso, non mangiano niente. E quel niente sta a significare un po di groviera, due fette di bologna, la scatoletta di sgombri, una cipollina, poi c’era quella mezza faraona avanzata, che mica si poteva buttare via  e poi un pezzettuccio di torrone tenero che s’è preso venerdì alla coop..
Scendo alla casa del popolo del paese a comprare due gelati per i miei genitori denutriti
“C’è nessuno?”
Silenzio. Il bar è deserto. E’ sparito anche il barista
“C’è nessuno al bar?”
“Come dice?”
Sobbalzo. C’è un vecchino seduto dietro alla colonna che legge il giornale. “come dice signorina?”
“Al bar c’è qualcuno?”  Alzo la voce per farmi intendere
“C’è Otello”
“Ah.. si ma dov’è?”
“Chi Otello?”
“Ecco si proprio lui cercavo”. Mi guarda zitto, secondo me non ha sentito una parola.
“Che lo vuoi?”
 “Eh si in effetti se ci fosse..” sbaglio o un attimo fa mi dava del lei?
“E l’è di là a fa’ la partita a tre sette. Affacciati e chiamalo perché l’è sordo come una campana”
Pure lui alé! Mi affaccio, il quartetto di giocatori è seduto su sedie di plastica arancione “cala mattoni vai, tanto un l’hanno più i regio”
Chi sarà Otello dei quattro? Non ha importanza, uno di loro si accorge di me mentre faccio capolino dalla porta
“Otello e cercano te! La signorina che vorrà quarcosa..vai vai”
“si volevo prendere due gelati” e mi sento anche in colpa a interrompere la sua partitina per due cornetti
“due? Gli garba il gelato alla signorina eh?”
“no, è per i miei genitori “ mi affretto a replicare
Rientriamo nel bar e il vecchino seduto a leggere il giornale dice la sua su Otello: “ovvia eccolo, bisogna sempre chiamallo. O quando va alle carte, o quando s’affaccia alle bocce..”
Tira aria di tempesta. Il vecchino pare incazzato con Otello che si affretta a rispondere: “Arduino lo vuoi anche te il gelato? Almeno tu ti cheti chiacchierone”
Apre il frigorifero e ci si piega dentro frugando tra le scatole di cartone per cercare i cornetti.
“quello Bigusto un c’è mi dispiace”. Scorro sul listino colorato, e opto per quello al cioccolato. Otello si rituffa dentro a razzolare tra i gelati. Poi solleva un cartone per cercarne altri tipi che stanno sotto, ma non li trova, “chissà indò l’hanno messi” e blatera qualcosa che assomiglia a un moccolo. Ma non ne sono certa, ormai è entrato nel frigo anche con la testa. “La senta manca anche quello alla cioccolata, però la guardi, c’e questo all’amarena l’è bono”
“Altrimenti?” Chiedo
“sennò c’è la coppa vaniglia e caffè, il biscotto e il diacciolo alla menta”, più qualche altro che si dimentica di dire.
“senta faccia lei, io mi fido e me ne dia 4 anziché 2, assortiti”
Otello come investito da una grande responsabilità si mette a cercare e scegliere i gelati migliori, poi le palette e la bustina di plastica. Mi porge il tutto e mi ringrazia indicandomi la vetrina del banco con i bomboloni e i cenci fatti dalle signore del paese e mi congeda con “e la dica a Aldo che un venga a cercare il gelato a ottobre!”

“sono anziani Otello, ci vuol pazienza” . E deperiti da carenza di gelato.

domenica 27 settembre 2015

SENZA FILTRI E SENZA MEMORIA

Alle degustazioni vinicole in giro per Firenze ci si ritrova sempre tutti: amici, conoscenti, colleghi. Poi capita di incontrare anche quelle persone che sei sicuro di aver già visto da qualche parte, ma non ti ricordi né dove, né quando, né perché. Il che fa presumere che li hai conosciuti durante una degustazione di spiriti, più plausibile, verso la fine della stessa.
"ciao cara come stai?"
"ehi ciao bene e tu?" sorrido, sguardo interrogativo, mentre cerco di ricordare chi sia costui. Eppure l'ho già visto da qualche parte, ne sono certa, ma proprio non mi sovvengo di chi sia..
"Anche tu qui?" proseguo (evvai con la prima domanda intelligente)
"Tu che dici?" risponde secco
Incasso la prima figura di merda, e balbetto: "be in effetti.." E cerco disperatamente di incrociare lo sguardo della mia amica con gesti di soppiatto, affinché mi dia indizi sull'identità di questo presunto mio conoscente.  
Ma lei niente, parla e parla, di vino, di etichette, di profumi: ci sente la ciliegia piuttosto che la marasca, ma anche la fragolina di bosco, e poi ribes anzi no cassis
"Eh eh e poi? e che è una macedonia?" sbotto io con poca delicatezza, dilaniata dal dubbio atroce sulle generalità del mio interlocutore.. e lei invece si preoccupa del cassis
"Sabri che ti prende?" -mi guarda, poi si rivolge a Lui- "scusala ha il bicchiere vuoto, credo sia stizzita per quello.."
Ridono, per fortuna, e non sembrano affatto accorgersi dei dubbi che mi tormentano
"Ah l'ho letto eh?" mi rivela lui entusiasta
Eh? cosa? letto cosa? oddio forse parla del mio blog..ma no figurati quello non lo legge nessuno, e allora?
"Davvero lo hai letto?" fingo in maniera inverosimile
"Perchè tu cosa ci faresti con il tuo libro? Se non se lo fila nemmeno l'autrice, andiamo di nulla.."
Perfetto vai con la seconda figura di merda. Di sicuro penserà che sono un'ubriacona bruciata nelle barbe, che ride demente come Barbie versione collection Principessa di Lilliput.
Ma si, ora glielo chiedo chi è, tanto ormai la mia immagine è a pezzi, sbriciolata, una figura in più che vuoi che cambi. 
"senti signor C perchè non ci accompagni ad assaggiare il pinot nero?" la mia amica lo chiama per nome e cognome e lo afferra per un braccio tirandolo verso il tavolo dove espone Hoffstatter
"Signor C, ecco chi sei!". E mi sento sollevata, come quando ti viene in mente quella parola a cui pensi da ore. Ma il sollievo dura poco perchè quella esclamazione mi è uscita a voce alta, così a bocca aperta e cervello switch off.
"Caspita sei senza filtri!" esclama mr C "Mentre leggevo il tuo libro pensavo che avessi parecchia immaginazione, e invece sei proprio tal quale, no filter a amen"
sorrido anche se ho il sospetto che non si tratti di un gran complimento. 
poi aggiunge "visto che sei pure mancante di memoria, ti rammento che ci siamo conosciuti a una degustazione di vini, verso la fine"
Ecco tutto torna. A parte il fatto che di quella degustazione non mi sono ancora rammentata.

lunedì 21 settembre 2015

DEGUSTAZIONE TRASVERSALE

Ci sono degustazioni orizzontali, ci sono le verticali e poi ci sono le degustazioni trasversali, quelle che superano ogni bandiera, logo o associazione. Ci si iscrive per il piacere di esserci, perchè il relatore è un amico bravo ed appassionato e perchè Lamole è un bel posto. Tutto questo da luogo alla trasversalità di una FISavola e un FISARiano che si danno appuntamento alla degustazione tutta chiantigiana (a parte il nome) "Real taste of Tuscany" guidata guidata dall'AISpratese Pietro Palma.


"Senti va bene se mi metto la maglia viola? dopo devo andare allo stadio"
"O Gesù, ma è orribile la maglietta gigliata!"
"Vuoi che mi metta un abito di rappresentanza?"
"Conoscendoti metteresti la camicia con Pippo Pluto e Paperino. No vai per la maglia della Fiorentina e speriamo che non porti iella.."
"Ma dai lo faccio per te! Mi vesto da ultrà per darti spunti di scrittura. La categoria del tifoso non la prendi mai in considerazione nei tuoi racconti"
"E ci sarà un motivo no?"

Nella Casa delle Eccellenze, allestita nei locali dell'ex Tribunale di Firenze, Pietro ci guida con semplicità tra i filari delle vigne abbarbicate tra Lamole, Casole e Castellinuzza. Ci racconta quei terreni sabbiosi, scarsamente fertili e quelle vigne centenarie, talora a piede franco, coltivate ad alberello. Mostra i terrazzamenti realizzati per ottenere piccole lingue di terra coltivabili, le "lamulae" latine da cui si pensa derivi appunto il nome. E quei muretti in pietra, non solo contenitivi, ma che diventano preziosi alleati nella maturazione dell'uva, cedendo ai grappoli più bassi il calore accumulato durante il giorno. 
E mostra scorci di un paesaggio bello e ordinato, in cui domina il verde della vite e dell'olivo interrotto da colture di giaggiolo viola..ma più pallido rispetto alla maglia indossata dal mio amico.
Mi prendo qualche appunto, è più forte di me, io scrivo sempre.
"ecco segna: giaggioli in fiore. Colore viola. Hai scritto?" mi incita
"in effetti è un'informazione di grande utilità, quanto uno spazzaneve a Kinshasa"
prosegue con fare da professorino: "dai l'iris, il sangiovese..i profumi di Lamole" e poi conclude "o Fiorentina di ogni squadra ti vogliam regina"

I vini in degustazione sono molto gradevoli, semplici (si fa per dire), schietti, esili nei profumi freschi, che ti invitano a bere e peggio ancora a ribere :-). Non ci sono eccessi, niente fronzoli, né orpelli. Solo il Chianti Classico di Lamole così com'è: buono.
"Less is more! Isn't it?"  l'amico ultradegustatore o meglio degustatore ultrà sfodera la citazione.. che tra l'altro calza perfettamente per descrivere questi vini
Lo guardo incredula e sorpresa
"Si insomma non leggo solo Stadio la mattina.."

Per la cronaca la fiorentina ha perso la partita clamorosamente, ma l'Ultrà degustatore era ancora ebbro dei profumi di Lamole e ha accusato meno il colpo.


domenica 13 settembre 2015

IO MANGIO ANCHE LA PIZZA SOTTILE

"Ho deciso: io vado per la pizza con le patatine fritte e i wurstel"
"Colonna sonora: Roxy Music" esclamo
e la Marta subito dietro "More than this..there's nothing.." canticchia
"l'estate sta finendo e posso finalmente far esplodere il mio girovita!"
Dico solo che nel menu è indicata come: la pizza dei bambini. A fianco il disegno di un bambino in pannolone che sputa il ciuccio in favore della super pizza.



Il cameriere scrive le comande e ridacchia, poi premuroso ci indica l'angolo della stanza: lì ci sono i seggioloni se ne avete bisogno.
"No no niente seggiolone, per la bambina basta una birra media" e indico l'Aurora
"Sabri tu piuttosto, ci arrivi al tavolo? sennò il seggiolone è libero.."
"Vuoi pure del ketchup sulla pizza, tesorino?" ribatto
"tu piuttosto che pizza prendi?"
Già.. ci saranno almeno 20 tipi di pizza, con gli ingredienti più vari. La pizza è fine, ma di quelle proprio sottili, che il bordo fa scronc.
Prima di convertirmi all'integralismo della pizza napoletana, era la pizza che mangiavo regolarmente. Ed è quella che i miei amici storici continuano a mangiare. Mentre adesso fondamentalista e antipatica storgo il naso alla pizza fine. Poi però, quando mi capita, la mangio tutta crosta compresa.
Perchè la pizza, alta o bassa che sia, è la gioia di stare insieme, di stare a tavola in scioltezza, è l'unica che sa mettere d'accordo tutti,  uomini e donne, grandi e piccini, tolleranti e ortodossi, tifosi e non. Perciò dopo la pizza per infanti dell'Aurora tocca a me ordinare. Ed è una quattro stagioni. Le leggo tutte, ma scelgo sempre lei: carciofino sottolio con finale acetoso, lo champignon un po' annerito, il prosciutto cotto, forse qualche polifosfato e soprattutto quelle olive nere denocciolate e prive di sapore che si trovano solo sulla pizza vivaldiana.
E' lontana anni luce dalle four seasons griffate ed esotiche, ma è buona lo stesso, perchè come stasera, è la compagnia che fa buono un piatto. E così sia, sempre. Quasi sempre.
Lo ammetto un po' di olive le ho scansate..

martedì 8 settembre 2015

APPETITI ESTREMI: CRONACA DELLA PRIMA


Sabato a Cookstock io e Stefania Pianigiani abbiamo presentato il librino Appetiti Estremi. Ecco la cronaca del debutto. Grazie a Aldo Fiordelli che flemmatico e posato ci ha aiutato a gestire il panico massimo mai registrato.

Uffa ma dove si è cacciata?
E' tutta la mattina che provo invano a chiamare la enogastrogiardiniera (alias Stefania). Le penso tutte: si è sentita male, ha avuto un incidente, è scappata insieme all'editor col bottino (500 librini freschi di stampa). Mancano poche ore alla presentazione. E nel mentre cerco di darmi lo smalto alle unghie. L'ho scelto rosso come la copertina del libro. Che donna! solo che mi tremano le mani dall'emozione perciò l'operazione si rivela piuttosto lunga e complessa. Lo smalto frisée non mi piace..
Finalmente mi chiama; dice che è stata dal parrucchiere per trucco e parrucco. E mi auguro per lei, pure la manicure.. vista la mia performance
"sabri come va?"
" c'ho l'ansia, faccio pipì ogni 10 minuti, nemmeno la mi nonna col Lasix!"
"stai calma andrà tutto bene.."
" e se mi impappino nella piazza del comune di Pontassieve? cavolo è il mio paese, lì mi conoscono tutti.. se ci faccio una figura cacina poi mi portano per bocca per giorni.."
"ma lo sai la figliola di Aldino, l'ho vista sul palcoscenico in piazza alla festa.."
"icche' cantava?"
"macché cantare Mirella, un lo so che spettacolo c'era.."

Arriva il momento fatidico. Saliamo sul palco, i ragazzi di Cavolo a Merenda hanno preparato per noi una panca di legno. Mi piace, è spartano, anzi estremo come il nostro librino.




Ci sono tutti i nostri amici e familiari, c'è la Barbara, c'è Marco, Samuele, Daniela, Lorenzo, Franco, Simone, Stefano e consorte, l'Annina e Sandro, Pietro e Clizia.
C'è pure mio fratello che si vanta di non leggere un libro dal '99 ed era "Il mio 10 per Firenze", una sorta di biografia di Rui Costa. Ma c'è, e alla fine poco mi importa se mai lo leggerà questo librino.
E c'è anche Andrea Pagliantini, che, evento più unico che raro è sortito dalla provincia di Siena. In realtà sperava di incontrare la suocera di Renzi per chiedergli la ricetta del bardiccio con i' cecino rosa. Pazienza, forse avrà incontrato Batistuta sul Ponte Mediceo.
C'è Viola, Marco e la Marzia, Antonietta, i Pianigians da Gaiole, la Lisetta e Aldo, tutti. 
Li guardo e mi passa d'un tratto ogni agitazione.